15 Gennaio, 2008 20:09
La cena del presidio
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FORNACI
MORDACI
È lieta di presentare
È lieta di presentare
RESISTEREMO UN MENU IN PIÙ
ovvero
"Se si cucina da soli è solo un uovo al tegamino, se si cucina in tanti è la realtà che cena"
Noi, i giovani del duemila, nel corso dell'ultima manifestazione europea siamo giunti ad una conclusione:
I cortei non servono a nulla se non ci metti insieme le forchette.
E siccome le passeggiate mettono appetito, abbiamo rimesso sui fornelli le nostre pentole ammaccate, ci siamo seduti intorno ad un tavolo in adunata sediziosa e abbiamo organizzato in occasione del genetliaco del presidio permanente una
Cena
sociale radicale militante
Venerdì 18 gennaio 2007, ore 20:45
presso il presidio permanente No Dal Molin
Venerdì 18 gennaio 2007, ore 20:45
presso il presidio permanente No Dal Molin
Menu
Antipasto:
- Pan degli egizi (un po' puzzolente, ma tanto buono)
- la Ribellìta (Perchè
ribellarsi è g(i)usto)
- FariN.A.T.O. di ceci al
broccolo fiolaro (per la salvaguardia del glocale)
- Insalata di Rinforzo (HC
rioters' salad straight from Naples)
- Quattro Sarli in Padella
- Polenta della leghista
incattivita
Durante la cena sarà servita una selezione di vini rigorosamente barricati.
Iniziativa
"Porta il tuo piatto"
Se alle
manifestazioni vi invitavamo a portare le pignatte, per questa cena vi
invitiamo a venire muniti dei vostri piatto forchetta e bicchiere
preferiti. Usufruirete così dell'eccezionale sconto di €1 sul prezzo
della cena e contribuirete ad un mondo più pulito.
Se non ce la fate a portarli, non ci rifiuteremo di servirvi la cena, ma sappiate che state creando un rifiuto.
Se non ce la fate a portarli, non ci rifiuteremo di servirvi la cena, ma sappiate che state creando un rifiuto.
È richiesta la prenotazione
per
prenotare, scrivere: "I
love you Palma" all'indirizzo fornacimordaci@inventati.org
o segnarsi
sull'apposito cartellone in presidio indicando il numero esatto di
persone entro e non oltre questo giovedì. Per motivi logistici, il
tetto massimo è fissato a 100 persone, pertanto affrettatevi!
Collettivo Fornaci Mordaci
Vicenza, 15 gennaio 2008
fornacimordaci.noblogs.org
23 Dicembre, 2007 16:53
Cena anticlericale
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FORNACI
MORDACI
è lieta di presentare
è lieta di presentare
LA MADONNA PIANGE SEITAN
ovvero
NON SONO DEGNO DI
PARTECIPARE ALLA TUA MENSA, MA CI VENGO LO
STESSO.
CENA ANTICLERICALE
Domenica
23
dicembre 2007, presso il Laboratorio Ca' Fornaci di Costabissara, ore
21:00
Menu (scettico, apostata, razionalista)
Aperitivo:
- (g)otto per Mille
Buffet di Anticristi
Gli ultimi saranno i Primi:
Gli ultimi saranno i Primi:
- Strozzapreti alla Bolscevica
- Penne alla Diavola
- Agnolotti
Agnostici
Desserts*:
- Dolce del Diavolo
- Putana...
- Bolas de Fraile
- Biscotti Jesus
Christ Superstar
*Nella preparazione dei dessert non è stato utilizzato lievito PaneAngeli
A mezzanotte, una spaghettata aglio, olio e spirito santo.
A seguire, al posto delle solite barbose conferenze a tema, per una volta la militanza si concede un po' di frivolezza:
LOTTERIA KITSCH NATALIZIA
a cura del
collettivo "Tose de Fimon"
...rimane impolverato per anni
nascosto da qualche parte
ricompare e scompare negli anni
a volte viene schernito, gettato e disprezzato.
Ma noi vogliamo elevarlo al suo naturale status di cosa degna di nota e parte integrante della società e del lifestyle di ognuno di noi. È lui che adoriamo: l'oggetto kitch x eccellenza!
Per cui organizziamo in pompa magna una gran festa, un gran galà per onorarlo e divertirci. Siete quindi invitati a questo mitico evento, che è già alla terza edizione e per l'occasione si veste di eleganza e portamento. Eh sì perchè ognuno oltre a portare con sè un oggetto kitch, che prenderà parte alla lotteria finale, si dovrà vestire di tutto punto con i suoi abiti più eleganti e cerimoniosi. Chi si troverà sprovvisto di tale accorgimento vedrà negarsi l'entrata al gran galà o alla meno peggio dovrà recarsi a un apposito punto eleganza allestito in Ca' Fornaci dove potrà rimediare al suo abbigliamento attingendo a vari capi forniti da noi e adatti all'occasione. Preghiamo comunque ognuno di agghindarsi prima e a casa propria con le proprie cose: l'effetto sarà molto più soddisfacente e nello spirito della serata.
Quindi, tirate fuori tutto ciò che sia di buono o cattivo gusto per l'occasione: chiffon, cravatte, cappelli, papillon, abiti succinti e da sera, strascichi, scialli e lustrini vari. Tutto quel che può rendervi donne e uomini da gran galà!
E non ultimo particolare e condizione: per accedere alla serata si dovrà essere accompagnati da una donzella o da un cavaliere. Naturalmente valgono tutte le coppie possibili: vere, fantomatiche, miste, etero, lesbo, omo, bisex e chi ne più ne ha più ne metta ma varrà quindi la coppia! Un compagno/a con cui farete il vostro debutto in società, la società degli oggetti kitch, delle basi che non s'hanno da fare, degli amori a metà, delle passioni travolgenti e di chi ancora sta cercando qualcuno o qualcosa...
QUESTO È UN INVITO PERSONALE TRATTABILE
Ovvero, siamo già tanti colorati e trasversali. Per
evitare cedimenti strutturali, vi preghiamo di non estendere l'invito
salvo preavviso.
Confermare la propria presenza scrivendo "Santo Subito" all'indirizzo: fornacimordaci@inventati.org
Confermare la propria presenza scrivendo "Santo Subito" all'indirizzo: fornacimordaci@inventati.org
In linea
di massima comunque saremo tantiiisssimmiii!!
"Con le
budella dell'ultimo prete
soffriggeremo il Papa e il Re"
Collettivo Fornaci Mordaci
soffriggeremo il Papa e il Re"
Collettivo Fornaci Mordaci
23 Novembre, 2007 19:40
cena di cipolla
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FORNACI
MORDACI
è lieta
di presentare
Menu Programmatico:
tavola rotonda: 'Vestire a cipolla o vestire a Decathlon?'
relatori: Guido Lanaro e Luca Scapellato
'Dalla cucina della mamma all'antisommossa: storie di lacrime e lacrimogeni'
di e con Francesco Marangoni
'Non solo liliacacea ovvero Disambiguazione: Sapersi orientare nell' universo Cipolla'
a cura di Luca Rigon
'Cipolla tra Politica e Musica: Strato/Substrato/DemetrioStratos/Stratocaster'
a cura del comitato "Area Fritta"
'GIN & FORUM'
noiosa e prolissa assemblea dal titolo lungo almeno tre righe in cui si discute delle proprietà organolettiche, psicotrope e politiche del distillato di ginepro come alternativa e salvifica via d'uscita al tedio e alla noia di assemblee prolisse, inconcludenti, trasversali, pacifiche, colorate e determinate.
Tavolo di discussione moderato da Francesco Lauricella.
In allegato, degustazione di cocktail equo e solidale a cura del dott. Alessandro Venturini
Per la questura, comunque, saremo poche centinaia.
.
OLIVER ONIONS
ovveroUN'ALITATA VI SEPPELLIRÀ
Con il patrocinio di Lalla Tropea
Noi, i
giovani del duemila (ma chi, quelli dell'altra volta? sì quelli là), ci
siamo ricascati. E
dopo l'abbuffata di situazionismo post-apocalittico di poche
settimane fa, eternamente insoddisfatti, e ormai assuefatti al tutto-fritto-in-fretta-e-furia,
ci siamo trovati di fronte al baratro di una sinistra persa tra un
partito democratico (cristiano?) e una Cosa Rossa ancora troppo al
sangue per essere assaggiata. Noi, i giovani del duemila, siamo i
testimoni dell'imborghesimento dei nostri amici e di noi stessi. Come
evitarlo, del resto, in un'epoca in cui la mortadella, storico alimento
proletario, si è a più riprese dimostrato infido governante
simpatizzante di neo-liberismo e militarismo d'oltreoceano?
Smunti e smagriti, noi, i giovani del duemila, siamo andati alla ricerca di un pasto sostitutivo, tenendoci parimenti a distanza dallo Slim Fast fassiniano e da certo magnamagna mastelliano, rifuggendo altresì la tanto pubblicizzata terza via, fatta di indigeste ricette vissaniane; abbiamo dunque cercato nell'esotismo di un kebab la panacea di tutti i mali, restando però delusi dalla via mediorientale al socialismo.
Ma da questo lungo peregrinare, noi, i giovani del duemila, abbiamo tratto un'importante lezione: abbiamo capito che sarebbe stato vano qualsiasi sforzo di innovazione senza un ritorno alle vere radici del socialismo di lotta, ben prima che giungessero prime seconde terze internazionali a scompigliare il frugale ma sostanzioso menu del proletariato con la loro nouvelle cuisine; e ovviamente prima che la pesantezza dei pastoni sovietici azzittisse gli aromi di una realtà comunque variamente saporita; men che meno si poteva prescindere dal ripulire l'ideologia dal glutammato monosodico, omogeneizzante fardello della rivoluzione culturale cinese.
Forti di questa riflessione, abbiamo deciso di rivolgerci direttamente al menu principale, rileggendo in chiave gastro-antropologica il Manifesto del Partito Comunista, eleggendo a simbolo del proletario del 1848 un alimento e facendo di esso il cardine della nostra cucina: la cipolla.
Quale ortaggio unisce infatti, più della cipolla, gli oppressi di tutti i paesi e le epoche? Dal pane e cipolla dello schiavo egizio al borsch del servo della gleba, tornando agli egizi del presidio, la cipolla rappresenta da sempre la rabbia dei sottomessi; rabbia che si concreta nelle lacrime di sdegno che le massaie proletarie versano nell'atto di affettarle, poichè in quegli istanti la coscienza di classe le pervade e sussume. E non dimentichiamo il ruolo svolto durante la Resistenza dall'abbigliamento a cipolla adottato sui monti dai nostri partigiani.
Ma la cipolla affronta degnamente anche le sfide del post-modernismo e della complessità, rappresentando degnamente, con i suoi strati e il design accattivante, il paradigma dell'uomo multidimensionale alle prese con la società post-post-post-post-industriale.
Non da ultimo, facciamo affidamento sulle proprietà organolettiche della cipolla per ravvivare il nostro sentimento antisociale e il nostro elitismo da avanguardia. Alla larga benpensanti! Sarà un'alitata che vi seppellirà.
Smunti e smagriti, noi, i giovani del duemila, siamo andati alla ricerca di un pasto sostitutivo, tenendoci parimenti a distanza dallo Slim Fast fassiniano e da certo magnamagna mastelliano, rifuggendo altresì la tanto pubblicizzata terza via, fatta di indigeste ricette vissaniane; abbiamo dunque cercato nell'esotismo di un kebab la panacea di tutti i mali, restando però delusi dalla via mediorientale al socialismo.
Ma da questo lungo peregrinare, noi, i giovani del duemila, abbiamo tratto un'importante lezione: abbiamo capito che sarebbe stato vano qualsiasi sforzo di innovazione senza un ritorno alle vere radici del socialismo di lotta, ben prima che giungessero prime seconde terze internazionali a scompigliare il frugale ma sostanzioso menu del proletariato con la loro nouvelle cuisine; e ovviamente prima che la pesantezza dei pastoni sovietici azzittisse gli aromi di una realtà comunque variamente saporita; men che meno si poteva prescindere dal ripulire l'ideologia dal glutammato monosodico, omogeneizzante fardello della rivoluzione culturale cinese.
Forti di questa riflessione, abbiamo deciso di rivolgerci direttamente al menu principale, rileggendo in chiave gastro-antropologica il Manifesto del Partito Comunista, eleggendo a simbolo del proletario del 1848 un alimento e facendo di esso il cardine della nostra cucina: la cipolla.
Quale ortaggio unisce infatti, più della cipolla, gli oppressi di tutti i paesi e le epoche? Dal pane e cipolla dello schiavo egizio al borsch del servo della gleba, tornando agli egizi del presidio, la cipolla rappresenta da sempre la rabbia dei sottomessi; rabbia che si concreta nelle lacrime di sdegno che le massaie proletarie versano nell'atto di affettarle, poichè in quegli istanti la coscienza di classe le pervade e sussume. E non dimentichiamo il ruolo svolto durante la Resistenza dall'abbigliamento a cipolla adottato sui monti dai nostri partigiani.
Ma la cipolla affronta degnamente anche le sfide del post-modernismo e della complessità, rappresentando degnamente, con i suoi strati e il design accattivante, il paradigma dell'uomo multidimensionale alle prese con la società post-post-post-post-industriale.
Non da ultimo, facciamo affidamento sulle proprietà organolettiche della cipolla per ravvivare il nostro sentimento antisociale e il nostro elitismo da avanguardia. Alla larga benpensanti! Sarà un'alitata che vi seppellirà.
Cena sociale di cipolle,
Domenica 25 Novembre 2007 presso il Laboratorio Ca' Fornaci di Costabissara (VI)Menu Programmatico:
- Apetizer: anellinini di cipolla fritti. l'anello di congiunzione (a cura del collettivo Clemente Pastella)
- Antipasto popolare:
pane e cipolla. il gusto dell'oppressione
- Zuppa di cipolle (cfr. BAUMAN, Vita Liquida)
- Cipolline al forno. la rivoluzione non è un pranzo di gala
- Cipolline in agrodolce.
come tramandate da Fra' AgroDolcino
- Cipolline alla
Antonello. anarcofricchettanza pride
- Calzone di cipolle. dal sud-est al nord-est, storie di integrazione riuscita
- Frittatone di cipolle. seguirà rutto libero e libertario
- Dolce a base di
marmellata di cipolle.
tavola rotonda: 'Vestire a cipolla o vestire a Decathlon?'
relatori: Guido Lanaro e Luca Scapellato
'Dalla cucina della mamma all'antisommossa: storie di lacrime e lacrimogeni'
di e con Francesco Marangoni
'Non solo liliacacea ovvero Disambiguazione: Sapersi orientare nell' universo Cipolla'
a cura di Luca Rigon
'Cipolla tra Politica e Musica: Strato/Substrato/DemetrioStratos/Stratocaster'
a cura del comitato "Area Fritta"
'GIN & FORUM'
noiosa e prolissa assemblea dal titolo lungo almeno tre righe in cui si discute delle proprietà organolettiche, psicotrope e politiche del distillato di ginepro come alternativa e salvifica via d'uscita al tedio e alla noia di assemblee prolisse, inconcludenti, trasversali, pacifiche, colorate e determinate.
Tavolo di discussione moderato da Francesco Lauricella.
In allegato, degustazione di cocktail equo e solidale a cura del dott. Alessandro Venturini
È gradita la conferma della propria presenza
in modo che si sappia quanti espropri proletari effettuare.Per la questura, comunque, saremo poche centinaia.
.
Collettivo Fornaci Mordaci
13 Ottobre, 2007 19:25
FORNACI MORDACI
è lieta di presentare
SIAMO FRITTI
ovvero"Friggerò tutto quello che si muove" (Dennis Hopper, Velluto blu)
ovvero
"Per questo questo e quest'altro motivo" (Corrado Guzzanti)
a cura del
collettivo Livore
In un
mondo che ci condanna al precariato, alla flessibilità, allo scorbuto e
al torcicollo, noi, i giovani del duemila, quelli che non
saranno mai classe dirigente, incalzati alle spalle dalle nuove
generazioni happyhouriste-bocconiane, oppressi dai matusa incollati ai
posti di comando, assillati da madri con sogni di grandezza, vittime di
irrisolti conflitti con padri-padrini post-sessantottini,
ossessionati-dai-trattini, bombardati da viral marketing, spamming,
mail bombing, asian teen bondage, digital rights management, social
bookmarking, blogosphere, newswire, mediascape, cresciuti a pane e
Sayan, vittime del ModenaCityRamblerismo, della Ska-P-o-logia,
dell'hardcore neomelodico napoletano, dell'unplugged dei Nirvana,
assuefatti al kebab e al panino onto di ritorno dalla trattoria Slow
Food, sbandieratori di costosissime Moleskine per obliare un passato di
Smemorande non a norma, nostalgici del pogo e forzati della cartina
lunga, costretti a scegliere tra beata ignoranza e laureata ignoranza,
ingabbiati nel vincolo dei 160 caratteri, consumatori compulsivi di
video-carini-su-internet, utenti incosapevoli di servizi non richiesti,
conoscenti di Maria de Filippi, noi, dicevamo, i giovani
del duemila, decidiamo di ergerci sui bastioni e respingere
l'invasore con l'olio bollente.
Di qui l'idea di una cena sociale, auto-prodotta, antagonista, informale, determinata colorata e trasversale, con una strizzata d'occhio ai biocombustibili, e rigorosamente fritta
Di qui l'idea di una cena sociale, auto-prodotta, antagonista, informale, determinata colorata e trasversale, con una strizzata d'occhio ai biocombustibili, e rigorosamente fritta
SABATO 13 OTTOBRE 2007
presso il Laboratorio Ca' Fornaci di Costabissara
Menu
(provvisorio, precario, imprevedibile, pink):
A seguire l'incontro
- Pittule - un Salento diverso è possibile (non di sola pizzica vive il leccese)
- Polpette di Melanzane Riddim - a cura del SamWell Trojan Soundsystem
- Falafel - i ceci
non servono solo per inginocchiarsi
- Special contest: Supplì vs Arancino - il riso abbonda nella bocca degli storti
- Salvia -
allucinogena, multietnica, ribelle
- Le frittole della Gigia - per chi alle giostre ha consumato anni di paghetta
A seguire l'incontro
Teoria
e tecnica del Caffè Borghetti
con Francesco Marangoni e Samuela Troiani
con Francesco Marangoni e Samuela Troiani
"Liver
is the limit" - anonimo
RSVP





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